“Riforma delle Province” e ricorso indiscriminato alla decretazione d’urgenza: un’importante sentenza della Corte costituzionale italiana – Giacomo Delledonne

Con la sentenza n. 220/2013, depositata il 19 luglio 2013 (e disponibile all’indirizzo www.cortecostituzionale.it), la Corte costituzionale italiana ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di gran parte delle disposizioni – contenute in due decreti-legge, emanati e convertiti fra il 2011 e il 2012 – in cui si era sostanziata la c.d. “riforma delle Province” promossa dal Governo Monti. Le disposizioni colpite dalla dichiarazione d’illegittimità sono riconducibili, dal punto di vista contenutistico, a tre fondamentali complessi normativi: la ridefinizione degli organi provinciali; la modificazione e la drastica compressione delle funzioni delle Province; il “riordino” delle circoscrizioni provinciali. Si trattava di un tentativo riformatore di ampio respiro, che aveva fatto direttamente seguito a quello – non coronato da successo – dell’estate 2011, tradottosi nell’art. 15 del d.l. n. 138/2011 e in un d.d.l. costituzionale successivamente adottato dal Governo. Sia il tentativo del Governo Berlusconi IV sia quello del Governo Monti sono stati motivati, in larga parte, invocando l’emergenza economica e la preoccupante condizione delle finanze pubbliche (Vandelli 2013, 92).Llegeix més »