Una, indivisibile, ma garantista dell’autonomia (differenziata): la Repubblica italiana in una recente pronuncia della Corte costituzionale sulle leggi regionali venete nn. 15 e 16 del 2014 – Cristina Fasone

1. Autonomie regionali, espressione della volontà popolare e unità e indivisibilità dello Stato sono al centro del dibattito costituzionalistico in tutta Europa. Anche la Corte costituzionale italiana ha avuto modo, di recente, di esprimersi in proposito con la sentenza n. 118/2015 (depositata il 25 giugno 2015).

Due leggi approvate dal Consiglio regionale del Veneto nel giugno del 2014, nn. 15 e 16, volte all’indizione di referendum consultivi, rispettivamente, sull’autonomia e sull’indipendenza del Veneto, erano state impugnate dal Presidente del Consiglio dei Ministri dinanzi alla Corte, il quale ne aveva richiesto l’annullamento integrale. La sentenza, che in parte respinge il ricorso statale, presenta diversi profili di interesse, innanzitutto perché, sebbene i giudizi sulle due leggi regionali siano stati riuniti e decisi congiuntamente, la decisione della Corte è molto netta e volta a dichiarare l’incostituzionalità dell’intera legge promotrice di un tentativo indipendentista-secessionista, come era largamente immaginabile, ma presenta invece delle aperture significative quanto alle procedure regionali per ottenere forme e condizioni ulteriori di autonomia da parte delle Regioni a Statuto ordinario. In secondo luogo, tale decisione della Corte può fornire una guida rispetto a nuove iniziative regionali, come ad esempio quella della Regione Lombardia, per promuovere forme di autonomia differenziata – rectius più marcata su alcune materie – previa convocazione di una consultazione referendaria regionale.Read More »