Il Senato delle autonomie nella proposta di riforma della Costituzione italiana presentata dal Governo – Elisabetta Catelani

Il tema delle riforme costituzionali è al centro del dibattito politico da almeno un anno, ossia da quando il Presidente della Repubblica dinanzi ad una crisi politico-istituzionale senza precedenti anche a causa di un risultato elettorale di ingovernabilità (la coalizione di centro-sinistra aveva la maggioranza alla Camera dei Deputati, ma non al Senato a causa di una legge elettorale con premi di maggioranza diversificati per le due Camere), nominò una Commissione di dieci “saggi”, al fine di formulare precise proposte programmatiche sia sugli aspetti economici, che su quelle istituzionali e di riforma costituzionale.

La crisi, superata con la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica (nessun Presidente della Repubblica era mai stato eletto due volte dal 1948 ad oggi) e con la creazione di un governo di “grande” coalizione fra partiti di centro-destra e di centro-sinistra presieduto da Enrico Letta, portò alla successiva nomina della Commissione per le riforme istituzionali (formata da tecnici – per lo più professori universitari di diritto costituzionale, ma anche economisti, storici e politologi), che ha elaborato uno studio e specifiche proposte di riforma di una parte significativa della seconda parte della Costituzione.Llegeix més »

Debat arran de la reforma electoral a Itàlia

El debat constitucional italià més recent està marcat per la sentència de la Cort Constitucional sobre la llei electoral, que la declara parcialment inconstitucional, i el pacte entre el nou líder de centre-esquerra Renzi i el líder de centre-dreta en els darrers vint anys, Berlusconi, per aprovar una nova llei electoral. Dos prestigiosos catedràtics de dret constitucional italià comenten un i altre tema, Gianfrancesco la sentència i Olivetti l’acord sobre la reforma electoral. La rellevància de les qüestions suscitades, tant des del punt de vista del contingut jurídic com dels aspectes polítics, transcendeixen el cas italià i incorporen lliçons dignes de ser tingudes en compte pel legislador i per l’estudiós estranger.

Gli accordi politici del gennaio 2014 sulla nuova legge elettorale italiana – Marco Olivetti

1. Nei giorni fra il 18 ed il 20 gennaio 2014, il nuovo Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi (vincitore delle elezioni primarie dell’8 dicembre 2013), e il Presidente di Forza Italia (rifondata nel novembre 2013) Silvio Berlusconi, hanno raggiunto un accordo su una bozza di legge elettorale, che è stato poi modificato in alcuni dettagli (mai irrilevanti nelle leggi elettorali) e trasfuso in un emendamento alla legge elettorale, ora all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati italiana. Com’è noto, l’approvazione di una nuova legge elettorale è resa necessaria dagli effetti della sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale (resa nota il 14 gennaio, ma anticipata, quanto al suo contenuto, in un comunicato stampa della Corte costituzionale del 4 dicembre 2013), che ha dichiarato costituzionalmente illegittime le regole più importanti della legge n. 270/2005, relativa al sistema elettorale per la Camera ed il Senato.Llegeix més »

La dichiarazione di inconstituzionalita’ della legge elettorale italiana ad opera della sentenza n.1 del 2014 della Corte costituzionale – Eduardo Gianfrancesco

Montecitorio, sede della Camera dei deputati - Wikipedia

1. Il 13 gennaio 2014 la Corte costituzionale ha depositato la sentenza con la quale ha dichiarato costituzionalmente illegittime alcune disposizioni della legge elettorale per la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica. A partire dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione (n. 1 del 2014) in Gazzetta Ufficiale, che è avvenuta il 15 gennaio, il sistema elettorale italiano è notevolmente cambiato, in forza della pronuncia della Corte.Ciò che le forze politiche non erano riuscite a compiere in mesi di estenuanti trattative, alla fine si è verificato in forza di una pronuncia di illegittimità costituzionale. Come è facile intuire, l’intervento del Giudice costituzionale in materia elettorale è decisamente diverso, per presupposti, caratteri ed effetti da quelli di un legislatore. Di qui, una serie di problemi che si sono aperti in conseguenza della pronuncia della Corte e che stanno lacerando in questi giorni il dibattito politico italiano; problemi sui quali non ci si può soffermare in questa sede, se non per qualche accenno nelle righe seguenti.Llegeix més »

Brevi note sui lavori e sulla Relazione finale della Commissione sulla riforme costituzionali nominata dal governo Letta – Marco Olivetti

1. I risultati delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 hanno aperto una nuova fase del dibattito italiano sulla riforma delle istituzioni politiche. Tale dibattito ha ormai una storia trentennale e concerne temi di rilievo costituzionale primario come la forma di governo, la legge elettorale, il bicameralismo ed il sistema delle autonomie territoriali.

Il risultato delle elezioni politiche del 2013 ha riaperto tale dibattito (che era rimasto sopito durante la XVI legislatura, dal 2008 al 2013, salvo che nell’ultimo anno di essa), soprattutto a causa della situazione di paralisi politica nella quale le istituzioni italiane si sono trovate a causa dell’elezione di un sia pur atipico hung parliament. Le elezioni di febbraio, infatti, pur avendo consegnato al Partito Democratico e ai suoi alleati di centro-sinistra la maggioranza assoluta dei seggi nella nuova Camera dei deputati, non hanno prodotto alcuna maggioranza nel Senato. La regola costituzionale secondo cui in Italia un governo deve ottenere la fiducia di entrambe le Camere (art. 94 Cost.) – una regola quasi unica in Europa, ove essa trova un termine di paragone solo nella Costituzione della Romania del 1991 – ha reso molto complesso formare il nuovo governo, anche per la contestuale scadenza del mandato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.Llegeix més »